Due giorni di intenso lavoro tra Firenze e Prato, domani e mercoledì 8 febbraio, per la Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e pirateria in campo commerciale. Gli incontri, capitanati dal Presidente della Commissione, l'onorevole della Lega Nord Gianni Fava, inizieranno domani a Firenze, per poi seguire a Prato. Gli appuntamenti nella città laniera inizieranno a partire dalle 10:15 con il Prefetto Maria Guia Federico e alle 10:30 con primo cittadino, Roberto Cenni. Un calendario densissimo di appuntamenti che vede alle 11:00 l'incontro con il Questore, Filippo Cerulo, alle 11:15 con il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Gino Reolon, e alle 11:45 con il comandante provinciale dei Carabinieri, Emilio Mazza. Alle 12:15 sarà la volta del vice presidente della Camera di Commercio di Prato, Giovanni Nenciarini, mentre alle 12:40 seguirà un briefing con le associazioni di categoria. L'intensa giornata terminerà con una conferenza stampa alle 13:10 presso i locali della Prefettura a Prato.
Per l'onorevole Fava, gli appuntamenti di Firenze e Prato «sono di fondamentale importanza e molto strategici per contrastare il fenomeno della contraffazione. Ormai – sottolinea il Presidente della Commissione d'inchiesta – gli affari del mercato del falso si aggirano attorno ai 7 miliardi di euro ed interessano tutti i campi, dall'abbigliamento al mercato dell'alimentazione, dai giocattoli fino ad arrivare ai farmaci. È per questo che la lotta alla contraffazione deve essere prioritaria sia per salvaguardare l'economia del Paese sia, soprattutto, per la nostra salute». Quello che lancia il parlamentare leghista è un vero e proprio allarme. «L'emblema della contraffazione è senz'altro la città di Prato dove il sommerso cinese ha, di fatto, messo in ginocchio un intero settore come quello del tessile. Insomma – termina –, Prato è diventata un laboratorio dove la merce contraffatta e a prezzi stracciati ha cancellato non solo anni di tradizione della città laniera, ma ha distrutto l'intera industria del tessile mandando in rovina centinaia di imprenditori e, di conseguenza, togliendo il lavoro a migliaia di persone danneggiando, quindi, migliaia di famiglie».
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